Rocca Imperiale::::L’ANTICO CASTELLO DI FEDERICO II DI SVEVIA

castellodiroccaLa fortezza di Federico II di Svevia, che dalla cima dell’altura sembra vegliare sui suoi abitanti. Un antico maniero che appare come un’enorme nave di pietra, con la prua rivolta verso Sud, le fiancate protette da torri simmetriche e nella parte superiore, un cassero rivolto verso il cielo. La struttura risulta costituita da un mastio poligonale a scarpa i cui lati più brevi, a Sud, si innalzano su un profondo burrone e i rimanenti, a pianta quasi rettangolare, sono rafforzati da due torri cilindrico. A sua volta il castello, tranne nei lati meno accessibili, è circondato da un muro di cinta provvisto di parapetto, che forma il fossato largo e profondo circa 8 metri; da un ponte levatoio esterno, da una via sopraelevata racchiusa in un bastione merlato anch’esso a sperone, alto 20 metri e da un secondo ponte levatoio più grande, interno, che chiudeva il portale di ingresso. Nella rocca, scaloni, arcate, fornici e spiazzali sorprendono ancora oggi per il grande senso di vastità che trasmettono ai visitatori; ma destano ancora assai più stupore tutti gli accorgimenti pensati e realizzati per rendere l’edificio inattaccabile e soprattutto capace di essere autosufficiente per lunghi periodi, infatti ampio spazio è stato anche dedicato ai rifornimenti logistici con locali per deposito di olio e di grano, cinque cisterne per la raccolta d’acqua ed una finestra rivolta sulla costa scoscesa ad Occidente, nonché le sporgenze delle torri, un triplice ordine orizzontale di feritoie e una lunga serie di merli per difendere efficacemente da ogni punto e con pochi uomini il suolo circostante.

Non mancano scuderie per i cavalli del signore e degli uomini d’arme, sotterranei, corridoi intercomunicanti e trombe per l’aerazione nelle torri; anzi diverse gallerie furono interrate e si dice che ve ne fosse una, ora non più visibile, di uscita segreta all’esterno.

Uno stanzone tetro tuttora esistente custodiva i prigionieri e più giù, dopo una serie di ambienti diversi, vi era la sala dei supplizi, nella volta della quale è ancora infisso un anello di ferro che serviva per dare i tratti di fune e forse anche per le impiccagioni.

Ampie finestre e balconi spaziano sulla distesa del Mar Jonio e, dal castello, il panorama costiero è ben visibile e appare alquanto bello e suggestivo.