Chiesa di Santa Maria

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Chiesa di Santa Maria Maggiore

Risalente al X secolo, aveva in precedenza il nome di Santa Maria Assunta della Platea.

Venne ricostruita nel 1329 dal conte Ruggero Sangineto e restaurata nelle forme attuali nel 1744 a cura dell’arciprete Francesco Maria Malavolti.

L’interno ad una sola navata conserva una tela seicentesca attribuita al pittore Cesare Fracanzano (Sant’Agata in carcere), un ciclo pittorico settecentesco del pittore Pietro Costantini da Serra San Bruno e un grande organo del 1757.

Il coro in legno intagliato nell’ultimo quarto del Settecento si deve all’ebanista Agostino Fusco di Morano Calabro, mentre nella sacrestia, con arredi lignei intagliati e dorati, è conservato uno dei più ricchi e antichi archivi ecclesiastici della città. Il campanile è stato utilizzato anche come torre civica.
La chiesa si trova in  “Piazza Il Fondaco”

Santa Maria della Platea è stata la seconda Chiesa  fondata Corigliano, fu fabbricata dopo la venuta dei Mauresi cioè verso il 960 .

Era ufficiata da 30 sacerdoti oltre all’Arciprete.

Il suo prospetto è d’ordine composto: il su interno è formato di una navata ed a sinistra di mezza navata con tre cappelle sfondate: a destra tiene altari fra un pilastro e l’altro.

Il cielo della navata è a volta, diviso in tre cupolette, una che inizia dai pilastri della prima cappella e va sino ai pilastri di destra: al centro un’affresco raffigurante la Visita della Vergine a S. Elisabetta; l’altra che si estende come la prima, dai pilastri della seconda cappella a quella di destra, ha un SS. Sacramento,di stucco rilevato, e tutto dorato, con angeli, che hanno turiboli,ombrelli e fiorì, tutti dipinti a fresco: la terza, che si avanza come le precedenti, ha un’affresco della Vergine Assunta.

Tutte e tre queste cupolette hanno arabeschi, fiori, tutti dorati.

In mezzo la navata grande, alla parte sinistra, fra la prima e seconda cappella, su di un piccolo pianerottolo a due gradini, è posto un magnifico Battistero di marmo bianco, impellicciato a diversi colori ed intrecciato artisticamente, con una colomba, posta sul vertice di esso, scolpita su marmo di Carrara, in modo meraviglioso; sotto la colomba si leggono queste parole: Fidelitas et Amor 1787.

L’Altare maggiore si solleva su di un piano, sopra quello della Chiesa, alto per un gradino, e forma un piazzale, chiuso da una balaustrata di marmo bianco impellicciato, a diversi colori; l’altare è tutto di marmo bianco impellicciato, e si alza su questo piazzale per 4 gradini; ai due corni, per finimento, vi sono due teste di angeli, scolpiti al naturale; alle basi delle due colonnette si osserva un cappello, quasi cardinalizio, su marmo colorato, ricordo lasciato da Monsignor Felice Solazzi, prete di questa Chiesa, quando fu eletto Vescovo di Bisignano.

Quest’altare fu fatto erigere a proprie spese dell’Arciprete Francesco Malavolta, morto nel 1750. Dietro l’altare v’è un coro bellissimo, pregevole fatto in legno lavorato a mano. Su di esso si vede un quadro dell’Assunta.

La prima cappella dedicata alla Visitazione di Maria a. S. Elisabetta è chiusa da una balaustrata di marmo bianco: l’altare è pure di marmo bianco finissimo, a diversi colori impellicciato, e su di esso si osserva un foro fatto da un fulmine cadutovi il 30 Giugno 1849.

Il Quadro della Visitazione è opera di un pennello oltremodo esperto, ed è una delle rarità di Corigliano: sul capo della Madonna v’è una mezza Corona di argento purissimo.

La seconda Cappella, dedicata al SS. Sacramento, è grandissima, chiusa da una balaustrata di marmo bianco: l’altare è pure di marmo bianco di Massa-Carrara, ed ha per finimenti su i due suoi lati, due Angioletti, dallo scultore scolpiti in marmo finissimo così al naturale, che sono stati giudicati opera d’immenso valore.

Nel muro di questa Cappella e proprio in Cornu Epistoloe, in una nicchia, incavata nella fabbrica, e chiusa da due piccole imposte, si conservano in una cassa di Ebano, intagliata ed intarsiata con bei lavori di bronzo dorato, le ossa del Martire Celestino.

La terza Cappella innalzata al Protomartire S. Stefano, ha  l’altare di marmo bianco, ed un bellissimo quadro.

Il dipinto più bello per finezza di profili, per penombra, per atteggiamenti, è quello del Crocifisso, posto sul primo altare a destra, entrando in chiesa.

Ha un grandissimo Organo, armoniosissimo, su un’orchestra sostenuta da due colonne di stucco; ha un succorpo al disotto, ch’è quasi grande quanto tutta la navata; ha una bellissima sagrestia.

È ricca oltremodo di sontuosi: parati; per argenti lavorati ed in abbondanza, fra questi bellissima è una Pisside stupendamente lavorata tutta a bassorilievi.

Questa Chiesa fu la sola, che più di tutte le altre mantenne il rito greco, ed era suo esclusivo privilegio celebrare la festa delle Luminarie, ossia della Epifania, fu consacrata da Monsignor Felice Solazzi il giorno 23 Novembre 1744.