Cerchiara di Calabria

Località molto tranquilla. Contesto geografico ideale per godere della frescura della montagna e dei piaceri del mare. Infatti la località è situata ai piedi del monte Pollino (fa parte del parco omonimo) ed è a pochi minuti dalle spiagge del mare Ionio.
Inoltre nel comprensorio si trova una località termale molto caratteristica dal punto di vista naturalistico.

L’epoca di origine del paese, sebbene ancora incerta, risalirebbe al periodo Paleolitico od anche all’Età del Ferro, per le numerose asce bronzee rinvenute nei siti archeologici delle località Balze di Cristo e Lupparello. È presumibile che il primo insediamento sia sorto in località Piana e che abbia condiviso le sorti dell’antica città di Sibari fino alla sua distruzione (VI sec. a.C.). L’attuale abitato risale, invece, al Medioevo, ma i primi documenti attestanti l’esistenza del paese risalgono al periodo Bizantino (X sec.) quando esso è indicato, col nome di Circlarium, al centro di una zona monastica di grande importanza.
Cerchiara fu terra baronale di Calabria Citra con annessi i casali di Plataci e San Lorenzo Bellizzi e dal 1500 fu Ducato dei Pignatelli, che ne rimasero in possesso fino all’abolizione della feudalità (1806).
Nella località Balze di Cristo vi è un ripostiglio di asce di bronzo risalente probabilmente all’età del ferro, scoperto nel ’51 da parte di cavatori di pietra.
In località Lupparello fu rinvenuto un altro ripostiglio purtroppo disperso, simile a quello di Balze di Cristo, con accette bronzee dell’età del ferro.
Nelle località Tesauro e Scivola si sono avuti nell’ottobre 1981 ritrovamenti di probabile pertinenza a insediamenti Bruzi o Lucani; nella prima zona vi era vasellame a vernice nera d’uso comune, nella seconda,materiale fittile e vasi a figure rosse.
Nel Palazzo Piana nel marzo del 1987 vi sono stati rinvenuti resti di ceramica nera ed altro materiale.
In località Grotte delle Ninfe – Grotte del Mulino, è stato individuato uno strato di ceramica aretina liscia.
Cerchiara offre piacevoli passeggiate nel Parco della Cessuta, ricco di splendide grotte e suggestivi sentieri.
Da Vedere:
Il Santuario di S. Maria delle Armi rappresenta una significativa testimonianza di arte rinascimentale. Antico edificio di culto testimoniato già dal sec. X, come provano i resti delle grotte rupestri del monte Sellaro, ove si insediarono nel X secolo i monaci anacoreti di origine greca. La sua costruzione – secondo la tradizione locale – cominciò nel 1440 allorché nel medesimo sito vennero trovate in una grotta alcune tavolette bizantine tra le più antiche mai rinvenute. L’edificio, inizialmente una piccola cappella ricavata nella roccia, ben presto fu ampliato dalla pietà dei fedeli in seguito ad un nuovo “ritrovamento” di un’immagine della Vergine dipinta su una lastra di pietra.
Convento degli Osservanti, fondato nel 1650 ad opera di Fabrizio Pignatelli III, venne soppresso per decreto ai primi dell’800.
Ruderi del Monastero di S. Andrea di epoca bizantina. Edificato intorno al ‘950 venne retto agli inizi dal monaco Pacomio e poi da Gregorio da Cassano.
Chiesa di S. Antonio, venne costruita dal Marchese di Cerchiara, principe Fabrizio Pignatelli, verso la metà del 1600, in stile barocco e annessa all’antico convento degli Osservanti. Custodisce una croce processionale d’argento del XVIII sec. proveniente dal Santuario della Madonna delle Armi; una croce reliquiaria d’argento del XVII sec. e un cassone di sagrestia del XVII sec.
Chiesa di S. Giacomo, eretta nel 1400 e rifatta in stile barocco nel 1700. Da vedere: il bellissimo altare del Crocifisso scolpito da G. Cappellini nel 1878, artista toscano; quattro grandi tele: Gloria di S. Barbara del 1700, la Presentazione al Tempio di Maria (di epoca incerta), la Visitazione (ignoto del 1600), Madonna di Costantinopoli (di epoca bizantina). La chiesa inoltre custodisce in una teca una reliquia della Santa Croce.
Chiesa di S. Pietro. Edificio di antichissima data di stile basilicale, ha subito parecchi rimaneggiamenti in epoche successive. L’interno si presenta a tre navate d’impianto rinascimentale con un bell’altare con intarsi marmorei. Sono conservati pregevoli dipinti di scuola napoletana del 1700 che raffigurano: la Circoncisione di Nostro Signore, la Madonna con Bambino, S. Marco e S. Matteo e la cattura dei Santi Pietro e Paolo.
Chiesa di S. Francesco di Paola, ubicata presso il palazzo della Piana, è stata costruita dai Pignatelli nel ‘600. Restaurata ed ingrandita nel 1978, conserva all’interno il sepolcro di Fabrizio Pignatelli.
Torre edificata nel 1547 da A. Capoccio, per volere di Carlo V, a difesa ed avvistamento dalle incursioni dei Turchi.
Ruderi del Castello, costruito nel ‘300 e rifatto nel ‘500. Il castello nacque a completamento delle mura della rocca longobarda, come si può dedurre da una delle torri di forma poligonale tipicamente normanna. La sua presenza ha influenzato per molto il centro urbano per l’esigenza feudale di materializzare sia il potere del signore sul territorio, sia il suo esercizio di pubblica giurisdizione sulla popolazione. In tal modo il castello non costituì soltanto una struttura difensiva ma anche il centro della vita amministrativa locale. Sotto la famiglia Chiaromonte esso fu ampliato e restaurato, come lascia supporre la torre rettangolare di stile normanno, costruita a nord sullo strapiombo della Gravina. Vi si sono succeduti i Della Marra, i Sanseverino, i Borgia, i Carafa, i Chiaromonte e i Pignatelli.
Palazzo della Piana, a pianta quadrilatera con cortile al centro, venne fatto costruire nel 1600 dai Pignatelli quando abbandonarono il castello resosi inabitabile. L’edificio inglobò una preesistente torre fatta edificare da Fabrizio Pignatelli nel 1547 in ottemperanza all’ordine dell’imperatore Carlo V che richiedeva la costruzione di torri di avvistamento e di presidio lungo tutti i litorali del regno.
Le risorse naturalistiche:
Monte Sellaro (mt. 1439).
I faggi serpente del Piano di Acquafredda.
Parco della Cessuta costituito per la maggior parte da cerri, cipressi nani, ontani, roverella e macchia mediterranea.
Bosco Cernostasi, Serra di Paola, S.Venere, Fagosa.
Sorgenti Grotte delle Ninfe (Complesso Termale). Secondo l’antica leggenda la Grotta delle Ninfe Lusiadi era l’antro nascosto che custodiva il talamo della mitica Calipso. Le acque sulfuree di questa sorgente termale, note già agli antichi Sibariti, vantano qualità terapeutiche.
Abisso del Bifurto. Occupa il quarantesimo posto nella graduatoria delle grotte più profonde del mondo (683 m. di dislivello).
Grotta del Gufo. Famosa per le sue concrezioni è la grotta più lunga del Parco (2.150 metri di lunghezza).
Fontane: Acquarossa, Celio, S. Rosalia, Venaglie, Sciollarello, S. Rosalia dei Sorci, Manca, Pantano della Madonna, Iorino.
Gola del Caldanello.
Punti panoramici: Castello Normanno, Calvario, Costa S. Marco, Abisso del Bifurto, S. Maria delle Armi, Lacco, Abisso della Gravina.
Le feste:
Riti della Settimana Santa;
Il 24 aprile fuochi pirotecnici alla località Lacco e veglia in onore della Madonna delle Armi;
Il 25 aprile festa della Madonna delle Armi con S. Messa e processione religiosa alla località Lacco, esiste la tradizione dei penitenti scalzi per un voto alla SS. Vergine;
Prima domenica dopo Pasqua, festa di S. Francesco di Paola in c/da Piana con processione religiosa, serata canora con fuochi pirotecnici e riffa;
Il 14 maggio festa del Santo Patrono S. Bonifacio con processione religiosa per le vie del paese, serata canora con riffa;
Pentecoste, inizi di giugno, S. Messa al Santuario S. Maria delle Armi, con processione in località Lupparello, fuochi pirotecnici;
Il 12 giugno, fiera-mercato con serata musicale;
Il 13 giugno, S. Antonio, processione per le vie del paese, serata musicale con riffa e fuochi pirotecnici;
Terza domenica di settembre, festa della Madonna dell’Addolorata, processione con banda musicale, serata canora con riffa;
La seconda domenica di ottobre, festa Madonna del Rosario, con processione con banda musicale, serata canora con riffa;
Carnevale Cerchiarese, con sfilata di carri allegorici per le vie del paese;
Estate Cerchiarese con varie sagre, mostre fotografiche, pittura, scultura artigianale, proiezioni di diapositive soprattutto sul Pollino, proiezione di film, serate canore e danzanti con discoteche all’aperto e balli tradizionali e popolari;
Il 14 agosto “Festa dell’Emigrante” al Santuario di S. Maria delle Armi con fiaccolata;
Giochi tradizionali: ruppa pignate, tiro alla fune, gara di pastasciutta, corsa coi sacchi, caccia al tesoro;
In tutte le feste è tradizione suonare la zampogna, soprattutto nel periodo natalizio;
Continua la tradizione del ballo della “tarantella” che si danza nelle feste popolari e nelle ricorrenze familiari.